I lavoratori della Cacciamali bocciano l'accordo separato

MAIRANO. Assemblea ad alta tensione. Alla fine accettano di votare solo 23 addetti. In 68 sposano la linea del «no» della Fiom
La Fim ritirerà la firma dal piano di salvataggio varato giovedì Il sindacato meccanici della Cgil: «Pronti a riaprire le trattative»
Divisi anzi, spaccati. Come a Mirafiori e Pomigliano. Ma a differenza degli storici stabilimenti Fiat, stavolta il referendum premia la linea-Fiom. L'accordo firmato soltanto dalla Fim non ha retto l'urto dell'assemblea dei lavoratori della «Cacciamali» di Mairano che, con procedure e modalità per certi versi irrituali, hanno bocciato la proposta di acquisto dell'azienda fallita avanzata dalla King Long Italia.
FIOM E FIM DISTANTI sul giudizio del piano di salvataggio presentato dal potenziale acquirente ma anche sugli scenari post consultazione. Per la siglia dei meccanici della Cils, il «no» espresso dai lavoratori è il prologo al capolinea dello stabilimento. «Era l'unica strada alternativa alla chiusura - ha ribadito con amarezza dopo la votazione Stefano Olivari, componente della segreteria meccanici della Fim -: la consultazione dice che non abbiamo in azienda la rappresentatività necessaria a garantire l'accordo. Come promesso ritireremo dunque la firma dall'intesa».
Per la Fiom - che con le Rsu aveva preso le distanze dal piano - la partita salvataggio resta invece aperta. «Siamo pronti a tornare subito al tavolo della trattativa a patto che si torni a discutere di una soluzione di salvaguardia complessiva del livello occupazionale» osserva la leader provinciale della Fiom Michela Spera.
Il verdetto dei dipendenti è stato l'epilogo di una mattinata ad alta tensione. Ai lavoratori convocati a palazzo Rossignol di Pievedizio è stata sottoposta la piattaforma partorita dopo una trattativa fiume in Aib giovedì che prevede la cessione della Cacciamali alla Kli, società con radicate partnership con colossi cinesi del settore, controllata per l'80% dall'imprenditore romano Stefano Del Rosso. Un piano industriale triennale che punta ad ampliare la mission della Kli che grazie all'acquisizione strategica dell'azienda di Mairano vuole trasformarsi da società commerciale a gruppo in grado di produrre autobus per il mercato europeo. Sul piano prettamente occupazionale, la King Long Italia, prevede nel giro di 24 mesi, di ricollocare almeno 90 dei 146 addetti in carico alla Bus Carpenteria che dopo il fallimento dalla Cacciamali ha preso in affitto di un suo ramo di azienda. Quanto al crono-ricollocamento, il piano contempla l'immediata assunzione di trentancinque addetti (30 operai e 5 impiegati) ex novo con pari qualifica ma senza gli altri istituti maturati.
NEL DIBATTITO DI IERI sindacati hanno confermato le loro valutazioni. «Siamo riusciuti a ridurre di un anno i tempi del ricollocamento - ha osservato Olivari - e assicurato agli addetti esclusi dalla prima tranche di assunzioni, oltre il ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, l'opportunità di trovare un nuovo lavoro anche con lo strumento dell'outplacement. Non ci sono mai state offerte più concrete di questa: di più non si poteva ottenere».
Diversa la valutazione di Domenico Dabrazzi della Fiom. «Nessun lavoratore può e deve essere lasciato da solo. Se l'azienda ha ancora un futuro è perchè gli operai in questi mesi difficili sono rimasti sulla linea produttiva pur senza certezza dello stipendio. Ora sono disposti a nuovi sacrifici, anche salariali, purchè ci siano prospettive occupazionali complessive e non solo per una minoranza».
Le operazioni di voto sono state caotiche per usare un eufemismo. Dopo le proteste di alcuni operai che sollevavano il sospetto di schede «clonate», si è proceduto all'appello nominale. Alla fine hanno accettato di votare in 23: i «sì» sono stati 22 a fronte di un solo «no». Ma nell'economia del verdetto pesano le 68 firme apposte al documento di dissenso della Fiom. Ora il futuro si fa più complesso. Domani gli operai torneranno regolarmente al lavoro. Come hanno fatto in questi mesi di sofferenza per tenere viva l'azienda il cui destino da ieri non è mai stato così incerto. C. SA.

