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STABIUMI IN MANETTE, ADDIO POLO DI AZZANO.

Scritto da Pietro Gorlani on . Posted in basse frequenze - SOCIETA'

grana

Il suono delle manette messe ieri ai polsi di Onorato e Giacomo Stabiumi intona un triste e dolcissimo de profundis al polo logistico di Azzano Mella. I potenti titolari dell’omonimo caseificio di Azzano Mella, fallito nel 2008 con un buco di 30milioni di euro, sono finiti a Canton Mombello con le accuse di falso in bilancio ed evasione fiscale. Mentre il caseificio falliva, gli allevatori e i fornitori non venivano pagati, gli utili corposi finivano nei paradisi fiscali di due società “off-shore” in Lussemburgo e a Panama. I nostri imprenditori del grana nostrano hanno imparato bene dalle eminenze grigie dell’alta finanza e dell’alta politica.  Che c’entra questo con il polo logistico che si vuole fare ad Azzano cementificando 400mila metri quadri di fertili terreni agricoli? C’entra, c’entra. I 110 piò venduti due anni fa alla Sa-Fer, che vuole costruire la piattaforma logistica dell’Esselunga erano proprietà degli Stabiumi. Li avrebbero venduti sottocosto. A 40 euro a metro quadro (130mila euro al piò)  per una cifra complessiva di oltre 13milioni di euro. Ma il valore di un piò (3300 mq) destinato a lottizzo commerciale/artigianale sarebbe supera i 200mila euro.

Se la matematica non è un’opinione ballerebbero oltre 8 milioni di euro. Pagati a nero? Finiti nei paradisi fiscali? Spazio alle indagini, off course. Ma fa ben sperare il fatto che la Guardai di Finanza abbia messo sequestrato quote della società Le Muse srl, riconducibile allo stesso Onorato Stabiumi, che si è occupata della vendita dei terreni. Indubbiamente vuole vederci chiaro. In una vicenda che di chiaro ha ben poco. Le possibili irregolarità di vendita erano state segnalate anche in un esposto presentato a gennaio da Legambiente e dall’avvocato Pietro Garbarino. Lo stesso curatore fallimentare Giuseppe Tebaldini aveva presentato relazione alla procura sulla vendita poco chiara dei terreni.

Resta un interrogativo grande come una casa. Tutte queste zone d’ombra erano a conoscenza della politica locale, a livello comunale e provinciale. Eppure la Provincia, con a capo il palafreniere della Libertà d’impresa Giuseppe Romele (assessore al “Sterritorio”) hanno spinto a più non posso sull’acceleratore per far realizzare quel polo. Non gliene fregava nulla di 171 piò di fertile terreno agricolo che sarebbero spariti sotto il cemento. Terra tra la più fertile in Europa. L’operazione è stata fatta su Azzano perché la terra è stata pagata pochissimo. Praticamente un affare di privati viene prima del bene comune. E’ lo stesso scandaloso cattivo liberismo da repubblica delle banane che si utilizza per le cave e le discariche, in mano a privati che fanno fior di profitti pagando miserie di tasse. Prosit.

ALTRE PILLOLE DELLA VICENDA STABIUMI.

Complessivamente la Guardia di Finanza di Brescia ha ricostruito distrazioni di beni per circa 30 milioni di euro e scoperte vendite in nero di prodotti finiti per oltre 4,5 milioni di euro. Le indagini sono culminate nella denuncia di 15 persone e nell’emissione da parte del Gip di 6 provvedimenti cautelari:

3 ordinanze di custodia cautelare in carcere: Onorato e il figlio Giacomo Stabiumi e un consulente finanziario dell’impresa. P.L.A. di Muzzano (BI)];

2 misure degli arresti domiciliari nei confronti di 2 presidenti pro-tempore del collegio sindacale (Giuseppe Gardoni, commercialista 70enne di Brescia e Mariano Casella, 70anni di Bedizzole).

-1 misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione di revisore contabile (nei confronti di un revisore contabile  P.A. di Brescia

- sequestro preventivo delle quote di una società con sede ad Azzano Mella (BS), proprietaria di parte dei terreni destinati al futuro “Polo Logisitico” del comune stesso.