L'A.N.P.I. dedica a Pierino Alberti la Sezione di Orzinuovi e celebra il 25 aprile

Sezione "Pierino Alberti" - Orzinuovi
Intitolazione della Sezione A.N.P.I. di Orzinuovi a Pierino Alberti
Celebrazione del 66° anniversario della Liberazione
25 aprile 1945 – 25 aprile 2011
L'Assemblea degli iscritti alla Sezione A.N.P.I. di Orzinuovi ha deliberato di intitolare la Sezione medesimaa Pierino ALBERTI, già Sindaco di Orzinuovi.
La scelta è stata operata all’unanimità, pur in presenza di figure emblematiche della lotta al nazifascismo, che ben avrebbero legittimato l’intitolazione della Sezione.
Tuttavia, la nobile ed autorevole figura dell’uomo politico proposto, in ragione della specchiata testimonianza, pagata al rischio della propria vita, baluardo e simbolo della Resistenza al nazifascismo, qualifica la scelta operata come giusta e altamente significativa.
Resistenza al sopruso, Resistenza alla violenza, Resistenza all’ignominia, i valori di Pierino Alberti. Valori che poniamo a simbolo della Sezione di Orzinuovi.
La Sezione A.N.P.I. “Pierino Alberti” comunica inoltre che, partecipando all’organizzazione delle celebrazioni del 66° anniversario della Liberazione, verrà resa pubblica testimonianza presso la Sala Consiliare del Municipio dal Rappresentante A.N.P.I. Provinciale, Giovanna Mantelli.
Subito dopo il corteo celebrativo si porterà presso il Monumento ai Caduti nei Giardini Pubblici, ove verrà letto il discorso commemorativo da parte del Presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci Andrea Villaschi.
A seguire il corteo si recherà presso il Santuario della Madonnina dell’Oglio, nei cui pressi sono state collocate lapidi commemorative in memoria dei cittadini orceani Caduti per mano nazifascista, MICHELI Severo, MONETA Annibale, MAINARDI Andrea, GRAZIOLI Camillo.
Sul posto verranno letti brani tratti dai discorsi pubblici di Pierino ALBERTI.
Annamaria Bordonaro, Delegata Provinciale ANPI – Sezione “Pierino Alberti” - Orzinuovi
Potremmo dire quindi che è giunto.
Potremmo credere che i frutti sono maturi e vanno colti.
Ma è così? Cos’è il 25 aprile?
Una data storica, un simbolo, un’epoca?
No, un desiderio, credo.
Un desiderio di autentica Liberazione, da un’oppressione culturale che corrode menti e corpi di giovani e meno giovani, dall’enfasi populistica del denaro e del potere.
Una Pasqua, autentica dello spirito, per il credente ed il non credente.
Una purificazione interiore che restituisca all’Essere ciò che l’Apparire toglie.
Pasqua e Liberazione assieme: uno scherzo del calendario 2011.
Una felice coincidenza per esprimere a noi stessi ed a chi ci accompagna nella vita la passione di un’idea: il Servizio e la Solidarietà, l’Amore e l’Impegno, la Passione e la Responsabilità.
La vita vissuta e non gettata ogni giorno, come uno splendido 25 aprile di Liberazione.
Come una splendida Pasqua di Resurrezione.
Giuseppe Giuffrida
Ed ecco come Orzinuovi visse il 25 aprile, il primo:
25 APRILE
«In seguito ad un futile motivo, si può dire che nacque la scintilla dell’insurrezione orceana.
Due o tre elementi della Brigata Nera “G. Gentile” di stanza a Soncino si portano verso mezzogiorno ad Orzinuovi dove, senza alcuna autorizzazione, prelevano in un cascinale una bovina. Il proprietario subito dopo giustamente risentito accorre immediatamente al locale Comando di un distaccamento Alpini della Div. “Monte Rosa” per chiedere protezione pel recupero della bovina. A tale richiesta il comandante con alcuni uomini insegue i rapitori, li disarma riuscendo così a far restituire il maltolto al legittimo proprietario.
Ma in seguito la reazione da parte della Brigata Nera è, si può dire, immediata; infatti dopo circa mezz’ora, ecco arrivare da Soncino un’auto zeppa di armati, i quali si danno a scorrazzare spavaldamente per il paese già praticamente indifeso in quanto il distaccamento degli Alpini già da due giorni si era sciolto non rimanendo che il comandante con alcuni soldati già in abito civile, ma che pure essi si erano allontanati dal magazzino nascondendosi in paese, in previsione della probabile rappresaglia. Il comandante della Brigata Nera prende quindi possesso del magazzeno degli Alpini cercando alcuni automezzi onde svaligiarlo e trasportare così tutto il vestiario che ancora vi esisteva a Soncino. La giornata si chiude mentre i cosiddetti “briganti neri” scorrazzano ancora per le vie della cittadina e la popolazione si ritira silenziosamente nelle case preparando spiriti e braccio agli avvenimenti che ormai irrevocabilmente tutti comprendono stanno per maturarsi.
26 APRILE
Di buon mattino mentre continua ancora da parte degli “scherani neri” la caccia agli automezzi, ed il popolo e la gioventù orceana come per un tacito accordo si riversano a gruppi nella vasta piazza V. Emanuele, esprimendo la loro visibile esultanza per l’avvicinarsi dell’ora della attesa liberazione, che si abbatte la sventura su uno dei più ardenti giovani patrioti: Micheli Severino.
Sono circa le 9 ore quando succede il grave misfatto. Dopo essere stato attorniato da alcuni elementi della brigata nera che circolavano per la piazza, il Micheli veniva improvvisamente schiaffeggiato e brutalmente sospinto verso il Municipio.
La popolazione presente crede che si effettui solo un fermo di persona, ma purtroppo al limite della porta del Comune viene barbaramente trucidato con una scarica di mitra alla schiena.
Non contento di ciò il carnefice spara ancora sul morto altri colpi. È in questo istante che la folla inorridita da tale fatto di sangue, che non ha precedenti nella storia del paese, tenta minacciosamente di accorrere presso il patriota caduto, ma gli sgherri neri con fucili la tiene a distanza, e solo dopo circa un’ora che può essere raccolto e ricomposto in una camera ardente dove, tra fiori e bandiere, si inizia un commosso e mesto pellegrinaggio di popoli.
Nelle prime ore del pomeriggio frattanto, mentre si spargono le prime e frammentarie notizie che Milano è stata liberata, un fremito nuovo pervade l’intera borgata, mentre giovani e vecchi al grido di “W l’Italia” e “W la libertà” impugnando armi racimolate un po’ dappertutto, insorgono decisi a ribellarsi al giogo nazi-fascista.
Nel contempo sparsasi la notizia che la Germania abbia chiesto la resa, il parroco ordina il suono a distesa delle campane innalzando sul campanile la bandiera bianca e tricolore, così pure in un baleno tutte le finestre si adornano di bandiere.
Dal municipio intanto il prof. Alberti eletto Sindaco all’unanimità, dopo aver arringato la folla ed impartite le prime disposizioni, con i suoi collaboratori membri del C.L.N. prende possesso del Comune.
Fu quindi un susseguirsi di avvenimenti, di piccoli colpi di pattuglia costituitesi al momento, di improvvisate sortite ai posti di blocco creati in un baleno di ardore, di ordini e contrordini.
La numerosa schiera dei patrioti orceani guidata dal Ten. Micheli Giulio si appresta ad agire.
Verso le 17 un portaordini reca la notizia che una forte colonna di nazifascisti in ripiegamento da Soncino si dirige verso Orzinuovi.
I patrioti più che mai decisi a far fronte all’odiato nemico e con il desiderio di vendicare il loro primo eroe barbaramente trucidato, tentano di avvicinarsi alla numerosa colonna avanzante in località “Madonnina” vicino al fiume Oglio.
Ma è qui che un gruppetto di avanguardia di patrioti sfidando coraggiosamente sia il numero soverchiante che il fuoco nutrito del nemico cercando di opporre resistenza viene sopraffatto perdendo così nell’aspro combattimento altri due giovani ardimentosi: Moneta Annibale e Mainardi Andrea.
Per evitare inutile spargimento di sangue i patrioti comprendono che era assurdo protrarre la resistenza, si ritirano in buon ordine, mentre l’orda nemica con alla testa Farinacci avanza, dilagando in paese come un branco di lupi assetati di sangue.
Arrivati in paese fanno immediatamente togliere le bandiere dalle finestre e, dopo aver commesso angherie e soprusi di ogni genere, la colonna riprende il cammino dirigendosi verso Brescia.
Ma appena fuori dalla periferia incontrato un altro giovane patriota, Grazioli Camillo, vilmente lo uccidono portando così a quattro le vittime orceane immolatesi per la liberazione.
Partita la colonna i giovani ritornano ai loro posti di combattimento iniziando la cattura di automezzi e di diverse centinaia di soldati tedeschi in ritirata, che appena disarmati vengono condotti al posto di concentramento.
Durante la notte tutti gli accessi alle vie della borgata vengono animosamente sbarrati dai giovani patrioti.
27 E 28 APRILE
Continua da parte dei giovani patrioti il rastrellamento dei numerosi prigionieri tedeschi e di appartenenti all’esercito repubblicano che di qui continuano a transitare.
Il rastrellamento oltre alle strade principali si intensifica pure verso la campagna e i boschi lungo il fiume Oglio, costituendo in tal modo una rete fitta che porta presto il numero dei prigionieri catturati oltre un migliaio.
A completare il trionfo della liberazione ecco finalmente verso le ore 16 circa, preannunciato dal passaggio di aerei in ricognizione, giungere nella borgata le prime autoblindo delle colonne angloamericane.
La folla dapprima incredula, rassicurata poi, festante e delirante fa pressione lungo i margini delle vie e a forza si contiene per permettere il passaggio alle colonne.
Gli evviva e gli urrà si intrecciano a lungo durante la indimenticabile giornata radiosa di sole e di bandiere mentre le campane suonano a distesa, il cui eco si spegnerà solo tardi a notte alta.
29 APRILE
Dopo il tripudio della liberazione Orzinuovi, tutta, si raccoglieva ancora in una nuova apoteosi di fiori e di bandiere, ad accompagnare all’estrema dimora nel pomeriggio della domenica, i suoi quattro eroici figli caduti per la libertà d’Italia.
MICHELI SEVERO- MONETA ANNIBALE - MAINARDI ANDREA -GRAZIOLI CAMILLO oltre ai quali vanno aggiunti i partigiani orceani caduti combattendo per lo stesso ideale lontano dalla loro terra natale: MARIO VOLTOLINI e GIANNI LUPEZZA i cui nomi Orzinuovi consacrerà perennemente nel cuore, oltre che nel marmo».
da La liberazione di Orzinuovi di P. Alberti, primo sindaco dopo la Liberazione, ne La resistenza a Orzinuovi,
a cura della sezione del P.S.I. di Orzinuovi, 25 aprile 1975.
Tratto dalla pubblicazione periodica “Bassa Voce” edizione aprile 2005

