Trielina nelle falde, scoperta la fonte della contaminazione
DELLO. L'Arpa non ha dubbi: l'azienda è responsabile dello sversamento. Dotti: «Se necessario interverrà la Regione»
La procura intima alla lavanderia industriale «Eco-Neproma» di bonificare entro un mese tutti i siti avvelenati dai fiumi di solvente ETTORE MONACO

Dopo 40 giorni di serrate indagini, procura, carabinieri del Noe e Arpa hanno individuato i presunti responsabili del disastroso inquinamento da trielina scoperto a fine marzo nella prima falda freatica di Dello. Nella zona artigianale del Ponte Rosso, lungo la strada per Boldeniga sono state evidenziate concentrazioni fino a 23 mila volte superiore i limiti di legge.
SECONDO GLI INQUIRENTI, la fonte inquinante sarebbe la lavanderia industriale Eco Neproma. L'azienda non verrà messa sotto sequestro ma ha 30 giorni di tempo per presentare alla Provincia un piano di caratterizzazione per procedere alla bonifica. Una strategia di intervento «pragmatica» adottata dalla Procura per costringere a rimediare al danno se si vuole proseguire con l'attività. L'Arpa è risalita alla Eco-Neproma grazie ad una serie di carotaggi nel terreno individuando la sorgente del fiume di veleno. Resta da capire da quando sia cominciato a defluire, visto che la scoperta dell'inquinamento è merito di una ditta tedesca, la Schuz, che nei suoi pozzi privati - nelle analisi di rito - ha trovato quantità paurose della sostanza cancerogena.
Ora si apre il capitolo bonifica: l'inquinamento per ora sembra circoscritto a Dello ma sanificare prima falda e poi i 600 mila metri cubi di acqua del laghetto artificiale del nuovo centro sportivo potrebbe costare milioni di euro. Che in teoria dovrebbe pagare il responsabile. «Mi auspico che se l'accuse verranno confermate, l'azienda possa rimediare al danno - commenta il sindaco di Dello Ettore Monaco - ma tranquillizzo tutti i cittadini: se la ditta non ottempererà entro 30 giorni ci attiveremo per rendere esecutivo il piano di caratterizzazione. Mi rattrista che ancora oggi ci siano imprese che si permettono di giocare con la salute pubblica». L'assessore provinciale all'Ambiente Stefano Dotti esprime soddisfazione per il lavoro degli investigatori e fissa le modalità di intervento.
«SE L'INQUINAMENTO è circoscritto al territorio di Dello - annuncia Dotti -, sarà il Comune a dover seguire le tappe della bonifica, e noi gli daremo il massimo appoggio. Se invece la contaminazione ha toccato altri paesi, la partita passerà nelle mani della Regione». Secondo Asl e Arpa la trielina avrebbe compromesso la prima falda (fino a 20 metri) risparmiando le zone di emungimento più profonde. Dal 7 aprile è in vigore un'ordinanza che vieta di bere l'acqua emunta dai pozzi ma anche di utilizzarla per irrigare o abbeverare gli animali di allevamento. Il solvente è infatti tossico e cancerogeno. Le istituzioni tranquillizzano ma la popolazione è preoccupata che con tutta questa pioggia l'inquinante possa proseguire la sua discesa verso la falda profonda. Inoltre l'acqua avvelenata potrebbe già essere stata utilizzata per irrigare.

