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Scavi al polo logistico, stavolta l'attacco è arrivato dall'alto

Scritto da redazione on . Posted in basse frequenze - ambiente

CASTELCOVATI. Il Comune di Chiari diffida l'impresa a portare fuori dal sito terra di riporto
Le minoranze girano un video aereo e lanciano nuove pesanti accuse «Crateri sproporzionati ai lavori: la procura verifichi la correttezza»

Zoom Foto

Stavolta l'attacco al nascente polo logistico della Sma-Auchan arriva addirittura dal cielo. Le minoranze di Castelcovati che contestano le presunte ricadute negative sulla vivibilità del paese del maxi complesso in fase di costruzione nel confinante territorio di Chiari, sono ricorsi addirittura alle foto aerea per denunciare il rischio di escavazioni abusive nell'area dei cantieri.

PROPOSTA PER CASTELCOVATI ha affidato a un deltaplanista di Rudiano il compito di effettuare un reportage panoramico sulla vasta area tra la provinciale 18 e la 72, dove sta sorgendo il nuovo polo.
L'iniziativa fa seguito al primo affondo lanciato in Consiglio comunale. «In aula il sindaco Camilla Marini Gritti – commenta il consigliere di minoranza Paolo Olivini – ci aveva tranquillizzato parlando di un normale scavo in profondità per la posa dei plinti. Ma a noi pare proprio che qui siamo di fronte a un abuso, visto che dimensioni e localizzazioni dei crateri sembrano degni della costruzione di una piramide di Cheope».
Ma ad impressionare, oltre alle fotografie, è soprattutto il video caricato sul sito di Proposta per Castelcovati: le riprese evidenziano un cratere apparentemente spropositato. «Personalmente - aggiunge Luciano Onger di Proposta per Castelcovati - non ci sembrano che queste siano le caratteristiche di un cantiere per la realizzazione di un capannone. Auspichiamo per questo che la magistratura, se non lo faranno i Comuni, verifichi la correttezza degli scavi rispetto alle autorizzazioni. Ad ogni modo anche se l'escavazione fosse regolare, il cantiere resta comunque uno scempio per la nostra campagna».

SULLA QUESTIONE, IL SINDACO di Castelcovati evita ogni commento, mentre a Chiari è l'Ufficio Ecologia che si sta già occupando delle verifiche del caso. «La scorsa settimana – conferma l'assessore all'Urbanistica Davide Piantoni – è stata data formale diffida all'azienda a non portare fuori nulla dal sito finché non sarà fornita documentazione aggiuntiva che abbiamo richiesto, proprio vedendo una trincea tanto importante. E' tutto comunque nella norma, visto che tale profondità era in prossimità del serbatoio antincendio, di fatto un laghetto che scende di alcuni metri rispetto al metro e venti di sbancamento previsto».
Una volta arrivata la documentazione e ottenuto il via libera del Comune, il materiale potrà essere inviato ai cicli produttivi.
In tutto si tratta di 200 mila metri cubi provenienti da 160 mila metri quadrati già sbancati. La legge prevede che sui primi 30 mila metri cubi non si paghino oneri, mentre il business di escavazione viene colpito sopra tale quantità.
Inoltre è soggetto a oneri soltanto il materiale ghiaioso, mentre la terra viene tassata soltanto se inserita nel ciclo produttivo in forma di mescole con le ghiai.

Massimiliano Magli - bresciaoggi.it