Venerdì 14 Ottobre 2011 23:13

Crisi

Crisi, una parola. Tra l’altro una parola piccola, ma spigolosa quasi acida.
Da un paio di anni questa parola è entrata nella nostra quotidianità. Attraverso le televisioni ed i giornali, è diventata quasi una abitudine. Chi lancia un grido d’allarme, chi la nega, chi dice che è finita , chi addirittura ci dichiara che “l’Italia ne uscirà meglio degli altri”…
Quante parole, quanti aggettivi. Ed una sola costante, incombente, allarmante, triste e cupa realtà:
la crisi.

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Benchè i venti di crisi soffino anche sugli enti locali, il comune di Dello non rinuncia a un piano socio assistenziale davvero generoso, di oltre 323mila euro, in aumento seppur di poche migliaia di euro rispetto allo scorso anno. L'amministrazione retta da Giovanni Pigolotti e il suo assessore ai servizi sociali, Fiorenzo Petrogalli, hanno cercato di aiutare le fasce deboli della popolazione (anziani e famiglie a basso reddito) non dimenticando il ruolo importante dell'associazionismo. Confermati i servizi agli anziani (assistenza domiciliare, pasti a domicilio, telesoccorso, soggiorni climatici, contributi al ricovero in case di riposo o strutture protette, progetto animazione al centro diurno) per i quali sono stati stanziati 112 mila euro. Per l'anno 2009 è prevista l'erogazione di 1800 ore annue di assistenza domiciliare (pari a quelle richieste per il 2008) per un totale di 32mila euro. Il servizio è come sempre fornito dalla Fondazione Comunità pianura bresciana dietro segnalazione del comune. Aiuti per decine di migliaia di euro anche alle famiglie dal reddito esiguo, soprattutto a quei nuclei numerosi (cinque o più componenti). Si va dai contributi per le famiglie numerose (20mila euro), agli aiuti per il pagamento dell'affitto, ai contributi per asilo nido e scuola materna. Di 23mila euro la somma per l'handicap e 10 mila riservati al settore minori. Non si sono dimenticati i finanziamenti per le diverse associazioni presenti in paese (17mila euro). Dello versa inoltre il suo contributo annuo (40mila euro) alla Fondazione Comunità pianura bresciana, che da 4 anni vede la gestione collettiva da parte dei comuni del Distretto sanitario n.8 dei servizi socio assistenziali, quali il servizio sociale di base, il consultorio, lo sportello immigrati e l'orientagiovani.

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Giovedì 19 Febbraio 2009 10:58

Elettrodomestici, bonus per chi ristruttura

Il decreto del Governo prevede uno sconto del 20% sotto forma di detrazione fiscale, ma le facilitazioni sono legate agli incentivi del 36% sulla sistemazione della casa. Importo massimo detraibile: 10mila

BRESCIA Crisi economica. Un’espressione che rimanda a due pensieri immediati: contrazione degli acquisti da parte dei consumatori e difficoltà delle aziende, costrette a tagliare produzione e posti di lavoro. Sembrano saperlo pure a Roma, tanto che nel pacchetto anti-crisi varato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri è stato dato spazio ad alcuni benefici per l’acquisto condizionato alla ristrutturazione di fabbricati.

Sconto del 20% condizionato

Il Governo ha varato il decreto legge che prevede uno sconto del 20%, sotto forma di detrazione fiscale, a chi compra mobili ed elettrodomestici per un massimo di 10.000 euro tra il 7 febbraio e la fine del 2009. Unica clausola, che i beni siano destinati all’abitazione oggetto di ristrutturazione secondo l’articolo 1 - legge 27 dicembre 1997, n. 449.

La legge n. 449 del 1997 regola le agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie, detraibili al 36%. La normativa riguarda manutenzioni straordinarie, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazioni edilizie di singole unità residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurale. Non si parla pertanto di interventi su aree condominiali comuni, né si fa riferimento all’acquisto di nuovi box auto o a immobili risistemati dai costruttori (in tal caso la norma di rimando è la 448/2001).

Lavori avviati dopo il primo luglio

Per godere del benefit su elettrodomestici o mobili, è necessario che i lavori siano stati avviati dopo il 1° luglio 2008. Come fare a dimostrarlo? Basterà recuperare la Comunicazione di inizio lavori inoltrata a suo tempo al Centro operativo di Pescara (secondo la legge, «I soggetti che intendono usufruire della detrazione d’imposta sul reddito delle persone fisiche, nella misura percentuale prevista dalla vigente normativa, delle spese sostenute per lavori di recupero del patrimonio edilizio su immobili residenziali devono presentare una comunicazione di inizio lavori. La comunicazione debitamente datata e sottoscritta deve essere inviata prima dell’inizio dei lavori, in busta chiusa e mediante raccomandata senza avviso di ritorno, al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate»). Se il documento in questione è stato inviato prima del 1 luglio 2008, niente paura: a far fede è il giorno in cui sono state intraprese le opere di sistemazione.

La cifra massima: 10mila euro

Appurate le premesse, facciamo un passo avanti. Il decreto anti-crisi prevede la concessione di benefici sotto forma di decurtazione dall’Irpef lorda per l’acquisto dei cosiddetti «bianchi» (lavatrici e lavastoviglie, per esempio), di mobili, pc da tavolo e televisori. Restano esclusi i frigoriferi ed i congelatori, per i quali restano confermate le agevolazioni previste in precedenza.

Su una cifra massima di 10.000 euro, in pratica, verrà applicato un bonus del 20%, perciò fino a 2.000 euro, da frazionare in 5 quote annuali di pari importo. La detrazione dall’Irpef di quest’anno potrà arrivare insomma a 400 euro (2.000 diviso 5). A condizione che gli elettrodomestici - ad alta efficienza energetica - o i complementi d’arredo siano trasferiti nella struttura rinnovata grazie all’agevolazione del 36%; sebbene, inoltre, non sia importante la data esatta di acquisto, è necessario che il pagamento effettivo sia stato eseguito tra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009.

Come documentare le spese

L’agevolazione del 20% copre le spese documentate, ciò significa che non sarà sufficiente esibire il mero scontrino e nemmeno la sola fattura.

Il decreto, infatti, prevede le medesime modalità stabilite per avvalersi della riduzione del 36% sul restauro di immobili. Si parla di un bonifico, quindi, bancario o postale. Basterà entrare in banca o in un ufficio postale e spiegare all’addetto il tipo di pagamento che si intende effettuare. L’operatore consegnerà un apposito modulo da compilare, un po’ diverso da quello predisposto per i bonifici ordinari.

Codice fiscale e partita Iva

Ricordate di portare con voi un’annotazione con il codice fiscale dell’intestatario della detrazione (il possessore dell’edificio soggetto a riordino o il titolare di un diritto reale sul medesimo e loro familiari conviventi) e il numero di partita Iva o codice fiscale del ricevente il pagamento (la persona o l’esercizio commerciale che vi ha venduto i dispositivi, per intenderci). Il provvedimento, noto come «Decreto Scajola», contiene sì diritti per i consumatori, ma non dimentica gli obblighi per i produttori dei beni incentivati. L’idea soggiacente è quella di collegare la concessione degli aiuti alla tutela dell’occupazione. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore, la presidenza del Consiglio si muoverà verso la stesura di un protocollo di intenti con i produttori, affinché questi garantiscano di saldare i loro debiti regolarmente ed entro le scadenze concordate e di assicurare la salvaguardia dei valori occupazionali. Il governo cercherà di stimolare il lancio di iniziative promozionali volte a migliorare l’offerta dei servizi di assistenza e manutenzione.

Chi beneficia del bonus?

Gli interventi di ristrutturazione edilizia cui si fa riferimento non sono per forza salassi per il portafoglio, tanto che le detrazioni del 36% possono essere richieste sulla semplice sostituzione di una tubatura del gas in caso sussistano rischi connessi alla sicurezza. I beneficiari delle agevolazioni sono i proprietari, i nudi proprietari, i titolari di diritti reali sull’immobile o gli inquilini, ma anche i soci e i comodatari di cooperative a proprietà divisa e indivisa assegnatari di un alloggio, residenti e non. Il provvedimento copre pure i familiari conviventi dei soggetti sopra elencati, nonché imprenditori individuali - se l’unità residenziale non è strumentale all’attività svolta -, società semplici e di persone. Secondo le stime riportate nella Relazione Tecnica del governo, saranno circa 405.000 gli acquisti di mobili o elettrodomestici che vedranno la luce nel 2009 nell’ambito di una ristrutturazione edilizia e che godranno dunque di una riduzione sull’Irpef. Probabilmente a qualcuno verrà da chiedersi quanto costerà allo Stato, e quindi ai contribuenti, la recente delibera. La perdita di gettito Irpef annua è stata calcolata, sempre nella Relazione Tecnica, in 162 milioni di euro, ma grazie al recupero in termini di Iva e imposte legate ai nuovi investimenti il costo della misura per il 2009 è calcolato in 43,9 milioni di euro.

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Luca Paolazzi, capo dell’ufficio studi di ConfindustriaLuca Paolazzi, Centro Studi Confindustria, dice che non sarà un nuovo ’29, ma per uscire servono misure importanti.

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Mercoledì 04 Febbraio 2009 06:38

A Brescia solo 638 nuove aziende nel 2008

ente cameraleL’indagine Movimprese di Unioncamere conferma il rallentamento del tessuto imprenditoriale bresciano.

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Sabato 31 Gennaio 2009 18:14

In Germania si regalano le auto ....

Solo 4990 euro per una Panda, 6450 per una Grande Punto e 9.990 per una Bravo: no, non sono usate, ma nuove di zecca e con tre anni di garanzia. Questi i prezzi di listino Fiat in Germania dove sono stati appena lanciati gli incentivi statali: non c’è bisogno di essere grandi analisti per scoprirlo,
basta andare un secondo sul sito www.fiat.de per verificare come il mondo dell’auto, in Italia, rischi la paralisi.

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Giovedì 29 Gennaio 2009 05:50

Crisi Tmd, prime offerte per la riassunzione

TMDTrovare un nuovo posto di lavoro per i disoccupati della Tmd. È questo per il Comune di Orzinuovi l’intervento prioritario da mettere in atto in favore dei lavoratori della ex FrenDo (90 dei 168 addetti risiedono nel Comune) dopo la messa in liquidazione dello stabilimento che per 40 anni ha prodotto freni e frizioni per autoveicoli. Un imprenditore che opera nello stesso settore della Tmd, titolare di un’azienda ad una ventina di km da Orzinuovi, si è già fatto avanti per 10-15 assunzioni; altri operai potrebbero essere assunti a tempo indeterminato da un’altra società.

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Mercoledì 28 Gennaio 2009 17:23

La nostra industria si sta fermando

BRESCIA - L’industria bresciana si sta fermando. I dati che con pesante insistenza arrivano in questi giorni con i massicci ricorsi alla cassa integrazione, trovano riscontro nelle rilevazioni che l’Aib-Associazione industriale bresciana, ha diffuso ieri e relative all’ultimo trimestre del 2008. L’esordio della nota che accompagna le cifre del trimestre sintetizza il quadro: «La produzione ha registrato una pesante contrazione, la più consistente da quando viene effettuata la presente rilevazione». Cioè mai, da quando l’Aib rileva dati e andamenti, la situazione è stata così pesante. Due numeri danno il senso dell’allarme: negli ultimi tre mesi il calo della produzione è stato del 6,55% il che - portato su base annua, cioè prefigurando un andamento sull’anno così com’è stato nel trimestre - porterebbe il calo al 10,5%. A consuntivo 2008, il calo dell’ultimo trimestre porta a -3,6% il calo sul 2007, posizionandosi poco sopra il livello di dieci anni fa.

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Mercoledì 28 Gennaio 2009 05:00

Cassa integrazione per 450 aziende

La TMD di OrzinuoviIn gennaio sono state utilizzate a Brescia 960mila ore di cig, tante quante quelle autorizzate nei primi sette mesi 2008 La Henriette di Castenedolo verso la liquidazione. Adro-Capriolo-Paratico: preoccupa il distretto delle guarnizioni.

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Sabato 24 Gennaio 2009 19:05

Tmd, manifestazione contro la chiusura

ORZINUOVI - Hanno manifestato per le vie della città di Orzinuovi, ieri, i 168 dipendenti della Tmd Friction (nella foto). Una protesta contro la decisione di mettere in liquidazione la storica società produttrice di freni per auto (dopo il dissesto finanziario della capogruppo tedesca). La fine dell’azienda è segnata, ma i lavoratori non cessano di manifestare il proprio dissenso e la preoccupazione. Domani gli addetti saranno presenti con un gazebo, dalle ore 8 alle 16, in piazza Vittorio Emanuele a Orzinuovi.

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