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Lunedì 13 Settembre 2010 19:11

Non interessa dibattere di crisi e lavoro

Scritto da  Pietro Gorlani
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Sabato sera alle 10 nella festa del Pd nel campo sportivo di Orzinuovi al dibattito con l'eurodeputato Antonio PANZERI  e con il consigliere regionale Fabio PIZZUL  (il tema era Milano, Roma, Bruxelles… i percorsi della crisi. Economia e lavoro: quali prospettive) c'era un pubblico di 6 persone (tra cui Francesco Anselmi del Pd di Orzinuovi e Mario Armanini, coordinatore del Pd di Pompiano). Per carità, non era obbligo presenziare, ma vorrei capire il perchè di un flop simile. Mi chiedo dove erano gli amministratori locali (non solo quelli del Pd o simpatizzanti per esso) o quelli che siedono in opposizione nei paesi vicini. Vorrei aprire una discussione in merito alla forte disaffezione per quelle modalità di dialogo politico (il dibattito, il confronto) che fino a ieri erano il pane di ogni festa di partito. Mi dicono che la serata di giovedì con Filippo Penati ha avuto un grande successo (quasi 200 persone) e sono contento. Meno bene ma comunque riuscito (una trentina di persone) l'incontro di venerdì con il consigliere regionale Gianantonio Girelli. Poi il tremendo flop di sabato sera.

 Eppure gli argomenti trattati erano attuali e seri. Si è parlato dell'emoraggia di posti di lavoro, delle aziende che si sono rifatte tagliando sul costo del lavoro, sul problema della flessibilità  in entrata, in uscita e durante il lavoro.  Di un governo nazionale e regionale che al di là dei proclami e degli slogan non investe a sufficienza in tecnologia, innovazione, ricerca, medicine essenziali per tentare di uscire dalla crisi. Pizzul ha ricordato che il Pirellone non ha sfruttato il 50% dei fondi europei destinati alle aziende che fanno innovazione...

Panzeri (ex segretario della Cgil di Milano) ha ricordato i timori dell'Europa  per il nostro debito pubblico enorme, una manovra finanziaria che è mero palliativo, mentre non si è riformata davvero l'amministrazione pubblica (i tagli promessi a partire dalle province dove sono???), gli ammortizzatori sociali stanno finendo e la crisi cattiva non è certo alle spalle ma dietro la porta. Poi si è parlato anche di Federalismo, della furbesca e semplice risposta della Lega al disastro Italia: tenersi i soldi delle tasse al Nord e fanculo al resto d'Italia. Una proposta populista e anche egoista: anche il Pd è per il federalismo, spiega Panzeri, ma un federalismo più solidale con le regioni meno  fortunate.

Si è accennato anche al mare magnum del lavoro nero (che non manca nemmeno nella Bassa), del mancato senso della legalità, dell'enorme evasione fiscale. Insomma, temi non da poco, su cui non sarebbe stato male vedere interagire i nostri politici locali.

Domande e spunti non mancavano. Ad esempio Armanini ha ricordato l'inutilità di un'ente come la Provincia di Brescia, che dal  grande passato industriale si trova ormai al post industriale. Il centrodestra la governa da 15 anni e non ha mai ideato un solo volano di rilancio, una sola idea lungimirante per rilanciarla. Nessun aiuto per la nascita di una silicon valley bresciana, nessuna politica di larghe vedute sull'agricoltura o sul turismo. Insomma, un disastro.

Un'occasione mancata di dialogo è un mattone in meno alla costruzione di un'alternativa al berlusconismo

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