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Martedì 05 Ottobre 2010 18:22

Sindaci della Bassa (Orzinuovi compreso) contro il collega di Adro e l'immobilismo del prefetto

Scritto da  Pietro Gorlani
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Salutiamo con grande soddisfazione la presa di posizione di un gruppo di sindaci della provincia (compreso il primo cittadino di Orzinuovi e quello di Mairano) contro l'inaccettabile immobilismo del prefetto sulla questione Adro. I sindaci hanno preso carta e penna e scritto alla signora Brassesco Pace parole molto chiare: altro che mediazioni tra le parti, altro che "compenetrazione delle esigenze delle parti che soddisfi tutti" (sono le ignave dichiarazioni del prefetto): Quei simboli vanno tolti senza se e senza ma. E in tempi rapidi. Lo impone la costituzione. Lo impone il rispetto per la stragrande maggioranza dei 206 sindaci della provincia che cercano di fare il loro mestiere nel rispetto delle istituzioni. Noi chiediamo di più ai nostri primi cittadini: non abbiano paura ad esprimere quello che pensano; il prefetto dovrebbe rassegnare le dimissioni. Una personalità delle istituzioni che non sa imporre il rispetto per le istituzioni a che serve?

I sindaci  (non solo di centrosinitra, si intende)  hanno scritto alla prefetta parole inequivocabili: “ chiediamo un Suo dirimente e tempestivo intervento affinchè vengano rimossi immediatamente i simboli del cosiddetto “sole delle Alpi” dalla scuola di Adro. La pazienza degli Amministratori locali che, come noi, con impegno ogni giorno cercano di onorare le Istituzioni, non tollera più dubbi, titubanze o tentennamenti da parte degli organi preposti, che hanno il dovere di mettere la parola fine a questa vergognosa vicenda”.  La lettera porta la firma dei sindaci promotori dell’appello: Vincenzo Lanzoni (Sindaco di Mairano), Andrea Ratti (Sindaco di Orzinuovi), Lorenzo Prandelli (Sindaco di Flero),  Antonella Rivadossi  (Sindaco di Borno). Ma in calce si ricorda che “questo appello è condiviso da numerosi altri Amministratori locali”.

Quanti? Ci risponde il capofila della protesta, Lanzoni, primo cittadino di Mairano: “Ad oggi sono almeno una trentina, trasversali ai partiti. Ma il numero potrebbe aumentare visto che l’iniziativa è di questa mattina (ieri per chi legge, ndr)”. Cosa li ha spinti a scrivere una lettera dai toni così perentori? “Le dichiarazioni rilasciate dal prefetto a nostro giudizio sono inaccettabili. Qui non è questione di “compenetrare gli interessi delle parti” o di “mediare sul numero di simboli”; quei simboli vanno subito rimossi, nel rispetto della costituzione. Abbiamo aspettato diverse settimane prima di prendere posizione, ma adesso era necessario, altrimenti la pazienza diventa connivenza.  Ci dà davvero fastidio che si sia perso tanto tempo e che gli enti preposti non abbiano mosso un dito”. Qualora la situazione non si risolvesse in breve tempo, gli stessi sindaci promettono un’assemblea e una manifestazione unitaria.

 

Ultima modifica Martedì 05 Ottobre 2010 18:24

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