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Mercoledì 27 Ottobre 2010 19:47

Nasce il polo logistico, muore la Cacciamali

Scritto da  Pietro Gorlani
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Che strane cose succedono nella nostra Bassa. Le due notizie fresche del giorno: ad Azzano Mella nei 170 piò dove dovrebbe sorgere il mega polo logistico di Azzano Mella sono stati piantati paletti propedeutici alla lottizzazione dell'area. La maggior parte dei  terreni (100 piò) sono di un "tale" Stabiumi, il cui caseificio è fallito, i cui beni sono andati all'asta tranne che quei terreni....La Safer vuole costruire per conto della Esselunga: un'operazione da 150 milioni di euro per impacchettare i soliti cibi e magliette cinesi e rispedirli nei supermercati di mezzo mondo.E con uno sportello unico, in due anni di tempo, senza una vera opposizione da parte delle forze politiche che si sono sempre dichiarate contrarie a quella sciagurata allocazione (perchè non farlo vicino alla ferrovia, all'autostrada???) l'operazione sta per partire. Con buona pace del ptcp che individua quella zona come "di pregio agricolo". Chissenefrega: il proprietario di quel pregio agricolo ha bisogno di dindini e quindi lo può svendere al vecchio patron 85enne di Esselunga, che in fatto di affari è ancora molto vispo. Tanto in Italia, alla faccia delle 120mila leggi che abbiamo, nessuno ti dice niente. Hanno provato a dir di no i leghisti, ma appena i liberisti berlusconiani hanno minacciato la crisi si sono allineati....

Gli amministratori locali nel frattempo giocano il carico dei posti di lavoro: "Caro azzanese che sei in cassaintegrazione, sai che il polo logistico porterà 400 posti di lavoro?". Non si dice però che andranno quasi tutti a cooperative, a contratti a tempo determinato di pochi mesi, sottopagati a 800 euro al mese (se non ci credete andate a vedere chi lavora negli altri principali centri logistici, da Piacenza a Novara). Ma basta buttare negli occhi qualche fanta euro e il gioco è fatto. Tutti abboccano.

Lì vicino ad Azzano, a tre chilometri, in quel di Mairano, la storica azienda Cacciamali che ha venduto gli scuolabus gialli in tutto il mondo è fallita. Gli operai avanzano stipendi di 6 mesi. Il lavoro c'è!! Ci sono ordini per 6 milioni più una join venture cinese ma non c'è un imprenditore italiano disposto a investire i suoi soldi per il rilancio dell'azienda. Azienda che è fallita miseramente sommando 50 milioni di debito ma aprendone un'altra in Polonia dove la manodopera costa la metà (Fiat docet....). Il paradosso di ciò che sta succedendo in Italia lo stiamo vivendo anche noi bassaioli, in troppi Comuni. Prendete Orzinuovi: è fiorita Orceania ed è morta la ex Frendo; prendete Verolanuova: negli ultimi tre anni sono fioriti due centri commerciali Bennet (uno a Cadignano l'altro verso San Gervasio) ed è morta la Ocean. Continuate voi.

Tutti ad investire nel commerciale, nessuno che si getta più nel produttivo. E hai voglia ad aspettare leggi che tentino di invertire la rotta, che aiutino le imprese, i veri "capitani coraggiosi" che cercano di creare e mantenere i posti di lavoro. Che ce ne facciamo del federalismo se poi i soldi li utilizzeranno sempre più per le loro schifezze e non per creare lavoro??? Anche nella nostra Bassa è retta dal peggio del capitalismo. Resistono poche acciaierie che inquinano a manetta, i cavatori che vendono a caro prezzo la terra che non è loro (dando una miseria di obolo a comuni e provincia), qualche piccola impresa costretta ad evadere (con l'aiuto del commercialista) per sopravvivere (o in alcuni casi per pagare il leasing del suv Bmw).

 

 

 

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