La protesta degli ospiti
La cosa è stata considerata incomprensibile da parte degli ospiti e dei loro familiari, che per anni hanno avuto modo di apprezzare la competenza e le doti di umanità dell’equipe medico-infermieristica della struttura. Sin dal momento in cui le famiglie dei degenti hanno ricevuto dalla Fondazione la comunicazione della prossima sostituzione di una parte del personale, c’è stata una reazione decisa, fatta di richieste di chiarimenti al presidente della Fondazione, Maria Rota, e di lettere ai componenti del Consiglio di amministrazione e al sindaco di Quinzano.
La mobilitazione non ha però modificato la situazione: così, per tutta risposta, nei giorni scorsi i familiari dei pazienti hanno affisso alcuni cartelli di protesta sui cancelli della Casa di riposo, arrivando a chiedere le dimissioni della presidente della Fondazione. «Non riusciamo a capire perché persone valide, capaci, sensibili e dedite al proprio lavoro debbano essere rimpiazzate con altre», spiega Paolo Mucci, uno dei parenti, a nome degli altri. «Ci opponiamo a questa decisione insensata, che alla fine non fa altro che danneggiare gli ospiti della Casa di riposo. Nessuno sa spiegarci il motivo di queste scelte assurde e questo è inaccettabile».
La risposta della Fondazione
A questo proposito abbiamo sentito la presidente della Fondazione, Maria Rota, che non è entrata comunque nel merito delle scelte: «Il Consiglio di amministrazione - dice - è l’organo che ha il potere di confermare o meno i contratti in scadenza dei professionisti che operano nella Fondazione e in questo caso è stato deciso di non rinnovarli. Per solidarietà una dottoressa si è dimessa. Dal prossimo gennaio subentrerà il nuovo staff, che saprà fare il suo lavoro: agli ospiti non mancherà nulla».
Il sindaco Maurizio Franzini, al quale i familiari si sono rivolti perché intervenisse nella vicenda, commenta in questo modo: «Abbiamo ricevuto tutte le parti coinvolte e abbiamo cercato di convincere i componenti del Consiglio di amministrazione a percorrere la via del dialogo: purtroppo il nostro suggerimento non è stato seguito. Comunque - precisa Franzini - la Casa di riposo Padovani è una fondazione: il Consiglio di amministrazione gode della piena autonomia ed è sovrano nelle sue decisioni».
«Come sindaco ne ho nominati i membri, i quali agiscono però liberamente. Confermo in ogni caso la piena fiducia nel lavoro del Consiglio, visto che ad oggi ha amministrato in modo sensato, realizzando la ristrutturazione e l’ampliamento della Casa di riposo. In qualità di sindaco sono coerente verso le scelte fatte e rispetto quindi le decisioni del Consiglio di amministrazione: naturalmente, alla fine del mandato si analizzerà e valuterà l’intero operato».
Il rammarico del vicesindaco
Diversa la posizione del vicesindaco Andrea Soregaroli: «Come assessore alla Sanità e ai Servizi sociali sono molto rammaricato di quanto è successo, perché la dott.ssa Guerrini e il suo staff in questi anni hanno fatto cose egregie. Sono preoccupato per la situazione che si è creata, in particolare per i riflessi che l’improvvisa sostituzione dell’intero staff sanitario può avere sugli ospiti e anche sui pazienti esterni: non dimentichiamo che la Fondazione eroga anche un servizio pubblico per quanto riguarda l’assistenza fisiatrica, servizio per il quale è in essere una convenzione con il Comune. Ho richiesto formalmente gli atti del Consiglio, perché non capisco che cosa possa essere successo».
Gli ospiti e i loro familiari contestano la decisione della Casa di
riposo di non rinnovare il contratto ad alcuni sanitari. La presidente
dell’ente: «Ci sarà un nuovo staff, agli anziani non mancherà nulla» - QUINZANO D’OGLIO - C’è fermento, in paese, per quanto sta avvenendo alla
Casa di riposo «Giulio Padovani»: nelle scorse settimane, infatti, il
Consiglio di amministrazione della Residenza per anziani ha deciso di
non rinnovare il contratto al direttore sanitario della struttura, la
dott.ssa Agnese Guerrini, e ad una caposala. Scelta che è stata seguita
dalle dimissioni volontarie di altre figure che componevano lo staff
medico-sanitario: l’altro medico, il fisiatra e due infermieri.
Personale che da gennaio verrà quindi interamente sostituito.